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DEVOTIO LAB

Mostra "OLTRE I PERCORSI"

GLI ARTISTI E LE OPERE

OLTRE I PERCORSI

La mostra OLTRE I PERCORSI presenta le opere degli artisti che hanno partecipato ai PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO, iniziativa proposta dal Comitato Scientifico di DEVOTIO nelle edizioni del 2017, 2019, 2022 e 2024.

Undici giovani artisti sono stati coinvolti in un’esperienza che li ha condotti alla realizzazione di un’opera di arte sacra figurativa destinata a un contesto liturgico.
I temi proposti nelle quattro edizioni sono stati: l’immagine Mariana, il Crocifisso, la Cena di Emmaus e il corpo glorioso.
Gli artisti coinvolti sono: Carlos Lalvay Estrada, Debora Fella, Ettore Frani, Arvin Golrokh, Saba Masoumian, Ismaele Nones, Daniela Novello, Luca Pianella, Alessandro Sanna, Norberto Spina, Jacopo Zambello.

Nella mostra OLTRE I PERCORSI, ciascun artista espone, oltre all’opera realizzata per i Percorsi, anche altre creazioni — non necessariamente di soggetto sacro — che testimoniano il proprio cammino personale di ricerca e di maturazione artistica.
L’esperienza dei Percorsi, infatti, si è inserita nel percorso umano, spirituale e creativo di ciascuno, e la possibilità di inserire l’opera compiuta da ciascuno di loro all’interno di uno spaccato creativo personale permette di cogliere con maggiore profondità i caratteri specifici della proposta di ogni interprete.

OLTRE I PERCORSI, radunando tutte le opere elaborate nei Percorsi vuole proporsi come un momento di sintesi della sperimentazione fino ad oggi fatta in termini di coinvolgimento di giovani artisti talentuosi nei temi della spiritualità cristiana, rilanciando come ulteriore proposta una visione creativa che dimostra la possibilità di un coinvolgimento ecclesiale di artisti capaci di interpretare la sensibilità religiosa delle comunità cattoliche.

Il linguaggio delle immagini è sempre stato fondamentale per la crescita spirituale e culturale della Chiesa e con l'iniziativa odierna oltre a quella dei Percorsi si è voluti andare nella direzione di tentare di colmare il divario comunicativo che si è creato tra arte e fede nel Novecento. Con il progetto dei Percorsi di cui si espongono gli esiti, proponendo a giovani artisti un percorso con tappe di spiritualità e di formazione sui temi dell’arte cristiana, si è dimostrato al mondo dell'arte e a quello della comunità ecclesiale, che il linguaggio artistico contemporaneo, se opportunamente sostenuto, può essere capace di interpretare oggi come nei secoli passati il desiderio della Chiesa di vedere rappresentati in forma comprensibile i misteri di fede cristiani.

In collaborazione con

Fondazione Centro Studi per l'Archutettura Sacra Cardinal Giacomo LercaroGalleria/Museo San Fedele

CARLOS LALVAY ESTRADA

CARLOS LALVAY ESTRADA

Carlos Lalvay Estrada, nato nel 1985 e cresciuto a La Maná - Cotopaxi - Ecuador, a 14 anni si ricongiunge con la madre a Genova dove tutt’ora vive e opera. 
Disegnatore per istinto si confronta negli anni con diverse espressioni quali video, musica, scultura.
Nel 2012 insieme a Pietro Repetto ha dato vita a PICA, un progetto che fonde l’illustrazione con la stampa al cianotipo realizzando a mano stampe su carta e stoffa in pezzi unici o tirature limitate.
In questi anni partecipa a diverse esposizioni in Italia.
Con “Costelación”, riceve il premio d’arte città di Monza alla Biennale giovani Monza 2017.
Nel 2018/2019 riceve una menzione dal team curatoriale del Premio San Fedele.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2022: Cena di Emmaus

CENA DI EMMAUS
Foglie d'oro, pastelli ad olio, acrilico, matita, carta su tela
25 x 30 cm
2021

L'artista sudamericano Carlos Lalvay Estrada mette in scena il racconto tratto dal Vangelo di Luca come se fosse una vera e propria luminosa teofania. Da uno sfondo bianco disomogeneo, emerge in lontananza il volto di un giovane uomo, come se irrompesse da un tempo e da uno spazio lontani. A un piano più ravvicinato riconosciamo due mani mentre spezzano un pane su un tavolo dipinto simbolicamente con un rosso acceso. I profili dei volti dei due discepoli ai lati inquadrano la scena, lasciando uno spazio aperto perché noi possiamo diventare testimoni dell’evento. Nella parte superiore, piccole nuvole realizzate attraverso sottilissimi fili dorati, sembrano risalire verso l’alto, seminando una fine pioggia d’oro. È come se al gesto dello spezzare il pane corrispondesse l’apparizione dello Spirito Santo che permette ai discepoli di riconoscere in quell’uomo il Figlio di Dio. Lo Spirito di Dio scende ogniqualvolta l’uomo compie gesti di condivisione, di solidarietà e di fraternità. Se il colore bianco dello sfondo simboleggia che il momento del riconoscimento è una vera epifania del divino, una grazia che illumina il nostro sguardo, il rosso della tavola indica invece che quell’offerta avviene col sangue stesso della vita.

 

 

 

 

 

DEBORA FELLA

Debora Fella

Debora Fella (Milano, 1990), diplomata in Pittura all’Accademia di Brera, insegna Discipline Grafiche e Pittoriche al Liceo Artistico di Monza ed è docente di Disegno all’Accademia SantaGiulia di Brescia. La sua ricerca artistica si concentra sull’ombra e sulle opere “al nero”, con immagini leggere, velate ed evanescenti. Pur richiamando la grafica, il suo lavoro resta radicato nella pittura come pratica e pensiero. Ha esposto in varie mostre e ricevuto premi, tra cui San Fedele, Rigamonti e Morlotti-Imbersago.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2024: Il corpo glorioso

L’IMPREVISTO
Ardesia, carbone, grafite, matite e olio su carta incollata su tavola
19 x 19 cm ciascuna tavola
2023

Mani che raccontano
Per Debora Fella il disegno è il principale mezzo espressivo, capace non di descrivere ma di evocare, stimolare l’immaginazione e attivare la memoria, anche attraverso materiali insoliti come la polvere di ardesia. Nella sua sequenza di otto piccole carte, l’artista racconta il passaggio di stato verso il Corpo Glorioso attraverso l’incontro tra Cristo e Maddalena, creando una narrazione che si sviluppa come un montaggio cinematografico. Inquadrature ravvicinate catturano dettagli intensamente umani, come mani che si sfiorano, mentre la luce che sfalda le forme sottolinea la dimensione miracolosa dell’evento. La sequenza inizia con la mano di Maddalena che si avvicina al sepolcro e si conclude con la mano di Cristo che indica la via dell’annuncio, scandendo il ritmo e la relazione tra i due protagonisti.
RAVERIE | Ardesia, carbone, grafite, pastello e olio su tela | 2024

 

 

 

ETTORE FRANI

CARLOS LALVAY ESTRADA

Ettore Frani (Termoli, 1978) è un artista italiano formatosi nelle Accademie di Belle Arti di Urbino e Bologna, si afferma fin dai primi anni Duemila nel panorama dell’arte contemporanea, ricevendo importanti riconoscimenti come il Premio Artivisive San Fedele e la selezione per il Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia.
La ricerca di Frani, segnata dal dialogo tra arte contemporanea e spiritualità, si sviluppa attraverso numerose mostre personali e collettive in musei e istituzioni italiane. Realizza opere su commissione per spazi sacri, collaborando con chiese, monasteri e istituzioni come Devotio e Museo San Fedele. Autore di monografie e relatore in convegni sull’arte sacra contemporanea, porta avanti una produzione coerente e intensa, culminata in ampie personali e nuove commissioni che sottolineano il ruolo centrale della sua opera nel confronto tra luce, silenzio e sacro.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2022: Miriam, porta del cielo

Miriam, porta del cielo
Olio su tavola laccata
Dittico 62 x 45 cm
2017

I momenti trascorsi alla Verna, sono stati molto significativi, sia come esperienza che arricchisce la propria vita, sia per il percorso artistico ad essa indissolubilmente unito. Nel mio lavoro, ho sempre cercato di contattare e accogliere il silenzio e il mistero delle cose. Ho potuto dunque, ritrovare, tra quelle pietre, quegli alberi, antichi ed eloquenti, la stessa melodia muta che tutto attraversa e che il Santo non ha mai cessato di indicarci: il canto sacro delle cose più semplici e umili. Non ho potuto non pensare e collegare, la testimonianza straordinaria dell’uomo Francesco, con l’altro esempio di vita che ci è pervenuta dal pittore Vincent Van Gogh. L’umiltà e lo sguardo che vedo nelle sue opere, sono stati da sempre, per me, un fondamentale insegnamento, etico innanzitutto, ancor prima che estetico. Nella figura di san Francesco, ho ritrovato ancor più intensamente, il messaggio d’amore che nomina sacre, tutte le cose.

IL SILENZIO DEL PITTORE | 2020; CENERI | 2025;  LUCE CHE SI FA VENA | 2025; VELUM | 2025; IN MEMORIA DI ME | 2025; ED E' LUCE SU LUCE | 2025; LUMINOSA | 2021; APOCALISSE | 2024
Opere realizzate olio su tavola laccata

 

 

 

ARVIN GOLROKH

CARLOS LALVAY ESTRADA

Arvin Golrokh è nato nel 1992, di nazionalità iraniana e vive tra Teheran e Torino. Si è diplomato nel 2010 al liceo artistico Tagassomi di Tehran, nel 2016 ha conseguita la laurea triennale all’Accademia Albertina e nel 2019 la specialistica in pittura.Laurea specialistica in pittura all'Accademia Albertina nel 2019. Nonostante la giovane età ha già vinto numerosi premi e partecipato a molte esposizioni.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2021: La Cena in Emmaus

LA CENA IN EMMAUS
Olio su tela
70 x 70 cm
2021

L’interpretazione di Arvin Golrokh è altamente drammatica. Con una pennellata pastosa, rapida e veloce, quasi concepita a nervosi guizzi di materia che si coagulano creando macchie colorate di grande potenza espressiva, Arvin crea uno spazio interno in cui sono collocati i due discepoli seduti a un tavolo con al centro Cristo che, con un gesto calmo e solenne, sta spezzando il pane. Se l’uomo di sinistra solleva lo sguardo verso l’alto indicando il cielo con l’indice della mano sinistra, l’altro guarda invece il volto di Cristo mostrando sorpresa, stupore e meraviglia, ma anche timore e diffidenza. Sopra loro, una sorta di nuvola dagli accesi colori dell’azzurro, del rosso e del giallo, anima la scena con forza e vitalità. Non conosciamo la sua provenienza, ma sappiamo solo che irrompe improvvisamente nella stanza. Lo Spirito di Dio interviene per trasformare quel pane nel corpo di Cristo che diventerà nostro cibo, perché diventiamo, a nostra volta, nutrimento per gli altri. Il giovane artista ci presenta il momento culminante della scena, l’istante di massima tensione che sconvolge quella tristezza stanca e rassegnata che contraddistingue le nostre vite: Cristo è veramente il pane disceso dal cielo perché la nostra esistenza ritrovi fiducia e speranza.

 

 

 

SABA MASOUMIAN

CARLOS LALVAY ESTRADA

Saba Masoumian, nata a Teheran nel 1982, vive e lavora a Genova. Ha studiato Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha collaborato con gallerie italiane e internazionali, tra cui la Galleria Lara e Rino Costa e la XVA Gallery di Dubai. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Ha ricevuto diversi premi, tra cui il Premio Biennale Giovani Monza (2015) e il Premio Arti Visive San Fedele (2016). Ha all’attivo numerose mostre personali e collettive, esponendo in contesti internazionali come Teheran, Dubai, New York, Londra e Cina, oltre che in importanti sedi italiane.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2019: DONO

DONO
Tecnica mista
61 x 76 cm
2018

Saba Masoumian realizza un altorilievo partendo da una lastra di polistirolo che poi ricopre per intero di colore e di mosaici, creando una scena altamente poetica. Evocando antiche rappresentazioni di sapore paleocristiano, senza nascondere alcune suggestioni orientali, la sua attenzione si concentra sulle piaghe di Cristo da cui esce sangue abbondante sotto forma di piccolissimi semi di cui si nutrono alcuni piccoli uccelli in volo. Il sangue di Cristo si fa così seme di vita per i fedeli.

Opere SENZA TITOLO | Tecnica mista su carta | 2025

 

 

 

ISMAELE NONES

ISMAELE NONES

Ismaele Nones nasce a Trento il 6 agosto 1992. Fin da piccolo segue il padre nella sua attività di iconografo, collaborando alla realizzazione di opere pittoriche monumentali in Italia e all’estero. Nel 2006 s’iscrive all’istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento, studiando pittura. Dal 2013 al 2018 studia scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il suo lavoro è rappresentato dalla galleria Lunetta 11. Vive e lavora a Torino. Nel 2023 si classifica secondo al Premio Artivisive San Fedele ed è tra i finalisti del Premio Cairo. Nella stagione 2023/2024 è tra i partecipanti alla collettiva Pittura italiana oggi a cura di Damiano Gulli presso la Triennale di Milano.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2024: La Resurrezione

LA RESURREZIONE
Pittura acrilica su tavola
66 x 50 cm
2023

Di fronte all’opera di Ismaele Nones, immediatamente intuiamo il suo stretto legame con l’icona bizantina. Tuttavia, il giovane artista riprende la tradizione orientale in modo libero, personale. L’immagine è nitidamente costruita secondo una precisa scansione di piani. Nel piano inferiore, su un pavimento di maioliche colorate viste dall’alto si staglia un sepolcro di marmo rosa, presentato secondo una prospettiva rovesciata. In quello superiore, un cielo notturno è trapuntato di stelle a otto punte. A mediare tra i due piani, un paesaggio, formato da colline che si dispongono le une sulle altre, creano una forma semicircolare, quasi si trattasse di un abbraccio del cielo, alla cui estremità sono posti i rilievi più alti. Su quello di sinistra, campeggia una “grotta” stilizzata, come se fosse una vera e propria architettura. È aperta, la pietra che doveva chiuderla è stata rimossa. Immediatamente, comprendiamo come la parte inferiore dell’icona sia in realtà collocata spazialmente all’interno della grotta. Al centro dell’immagine, come punto focale, è posto sul sepolcro un lenzuolo bianco, sul quale è impresso il volto di Cristo. È il telo sindonico. Lo spazio e il tempo sono sospesi. Tutto appare immobile, senza peso, viviamo un tempo d’attesa. Se Nones non rappresenta il corpo glorioso di Cristo, ne rivela la traccia, in un volto. Tuttavia, proprio grazie a quel corpo assente, di cui intuiamo la presenza, siamo chiamati a vivere nella quiete, nella pace, nel silenzio. È la notte della redenzione.

 

 

 

DANIELA NOVELLO

CARLOS LALVAY ESTRADA

Daniela Novello, nata a Milano nel 1978, è un’artista che vive e lavora nella stessa città. Formata in pittura all’Accademia di Brera, si dedica alla scultura utilizzando soprattutto marmo e piombo. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in spazi e istituzioni italiane, partecipando anche alla Biennale di Venezia nel 2011. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti e ha esposto in importanti fiere d’arte. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero; svolge inoltre attività didattica come docente di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Torino e di Tecniche del marmo a Brera.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2017: Odigitria

ODIGITRIA
Il primo pensiero è quello di trovarsi all’interno dell’equilibrio perfetto tra il silenzio e la bellezza del luogo che ad ogni passo rivela piccole e grandi meraviglie inaspettate.

La Verna è soprattutto l’incontro con i luoghi dello spirito e della preghiera dove la parola dell’uomo non è solo scambio, ma diventa confronto e conoscenza tra persone che come noi artisti abbiamo cominciato questo nuovo percorso insieme.

ARCHEOLOGIA DEL CONTEMPORANEO | Legno, tufo siciliano, marmo bianco di Carrara, piombo; SOMMA DEI PICCOLI SPAZI_TAPPETO | Piombo; piombo, inchiostro ecolina

 

 

 

LUCA PIANELLA

LUCA PIANELLA

Luca Pianella nasce a Genova nel 1985. Si diploma in Arti Visive all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 2010 vince Premio Arte sez. Grafica-Accademia. Dal 2016 collabora con la Galleria Paolo Maria Deanesi di Trento, dove realizza diverse mostre tra cui De luce lucem proferens (2016), HO(M)me (2016) e Nigrum nigrius nigro (2019). Nel 2017 è tra i vincitori del Premio Arti Visive San Fedele, a cura di A. Dall'Asta, presso la Galleria San Fedele (MI). Nel 2021 partecipa alla mostra collettiva Anacoluto alla Galleria Lara e Rino Costa (valenza AL), nel 2024 a Segrete tracce di memoria, Casa del Mutilato (GE), e nel 2025 alla mostra collettiva Pulvis et umbra sumus alla Galleria Allegra Ravizza (Mi). Vive e lavora a Genova.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2019: Dal legno oscuro

DAL LEGNO OSCURO
Matita su carta
70 x 100 cm
2018

Luca Pianella riprende il tema del Christus Patiens, rielaborando la Crocifissione di Matthias Grunewald. L’opera, realizzata su carta, a seconda dell’orientamento della luce e della posizione dell’osservatore, grazie a una differenziata modalità di tracciare la grafite, presenta un’alternanza di campiture luminose e oscure, creando in questo modo un incisivo effetto simbolico, che va oltre la semplice rappresentazione della figura.

OMBRE (VANITAS) | Matita su carta | 2025; SEPOLCRO | Matita su carta | 2025

 

 

 

ALESSANDRO SANNA

CARLOS LALVAY ESTRADA

Alessandro Sanna è un autore e illustratore che vive e lavora a Mantova. Collabora con editori italiani e internazionali, espone in mostre personali e collettive ed è docente alle Accademie di Belle Arti di Bologna e Verona. Ha vinto tre Premi Andersen e il Premio Lo Straniero. Tra i suoi libri più noti ci sono Fiume lento e Come questa pietra, pubblicati e tradotti in vari paesi; quest’ultimo è stato selezionato ai White Ravens 2019. È stato candidato italiano all’Hans Christian Andersen Award nel 2016.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2024: La Cena di Emmaus

LA CENA DI EMMAUS
Alessandro Sanna sviluppa in una sequenza di immagini una vera e propria logica narrativa in cui il racconto dei discepoli di Emmaus si svolge secondo episodi puntuali. Non si sofferma dunque sulla scena centrale del brano evangelico, quanto piuttosto intende restituire una narrazione nel tempo. Dall’iniziale paesaggio boschivo, in cui i discepoli appaiono smarriti, la storia prosegue con l’incontro con Cristo al tramonto, l’arrivo alla locanda e il momento della condivisione del pane e del vino, fino al ritorno dei discepoli a Gerusalemme e alla visione finale della città sotto un cielo stellato. Ogni singola scena si presenta come una poesia intrisa di colori, in cui il dramma è sospeso. Sanna ci accompagna in spazi e in tempi che hanno ritrovato una speranza che probabilmente stiamo oggi smarrendo.
IN CANTO | Acquarello | 2023 

 

 

 

NORBERTO SPINA

CARLOS LALVAY ESTRADA

Norberto Spina, nato nel 1995, è un artista italiano che attualmente vive e lavora a Londra. È un urban artist. Uno dei concetti che intende esprimere con la sua arte è / periferia /. Nel 2017 ha conseguito la Laurea in pittura presso l’Accademia di Brera frequentando anche l’Erasmus all’Università di Barcellona. Dal 2021 al 2023 ha frequentato la Royal Accademy of Arts di Londra. Vanta numerose Esposizioni e Premi.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2022: Cena in Emmaus (lungo la strada)

CENA IN EMMAUS (lungo la strada)
Pittura parietale, acrilici, pittura ad olio e marker su tela
Trittico 38,3 x 29 cm ciascuna tavola
2021

Il lavoro di Norberto Spina si sviluppa attraverso un processo in due fasi: prima costruisce la superficie pittorica sovrapponendo strati di colore e materiali di recupero, poi interviene per sottrazione, graffiando e incidendo la tela. L’opera finale nasce così da un percorso lungo e sofferto, in cui la tela viene portata al limite, ferita e poi simbolicamente curata e protetta.
Nella Cena in Emmaus, composta da tre lavori, Spina non racconta una storia in modo diretto ma la suggerisce attraverso dettagli evocativi: un’architettura che richiama i portici di San Luca a Bologna, tre paia di scarpe abbandonate e infine due mani che spezzano il pane. Il fondo rosso e il segno nervoso e graffiante accentuano il senso di fatica e rivelazione del cammino dei discepoli. La narrazione diventa così un percorso di condivisione che si svolge negli spazi della vita quotidiana, fino a trovare il suo significato nel gesto semplice e universale del pane condiviso.

RIVELAZIONE | Tecnica mista su tela | 2021

 

 

 

JACOPO ZAMBELLO

JACOPO ZAMBELLO

Jacopo Zambello nasce a Rovigo nel 1999. Nel 2022 si diploma al triennio di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Sempre nel 2022 vince la sezione Pittura della XIV edizione del Premio Nocivelli. Attualmente frequenta il biennio di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’Atelier F del prof. Carlo di Raco. Nel 2023 vince il Martini International Award al Premio Artivisive San Fedele. Partecipa a varie mostre collettive, risulta tra i finalisti del Combat Prize 14 edizione ed è fra i 100 artisti della 4 edizione di Rea Art Fair. Viene inserito nel libro “222 Artisti su cui investire” edito ExibArt. Sempre nel 2023 è atelierista presso l’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia.

PERCORSI DI RIAVVICINAMENTO: ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO CON IL MISTERO CRISTIANO
Edizione 2024: Dalle sue piaghe ho visto la luce

DALLE SUE PIAGHE HO VISTO LA LUCE
Olio su tela
Dittico 80 x 60 cm ciascuna tavola
2023

Jacopo Zambello nasce a Rovigo nel 1999. Nel 2022 si diploma al triennio di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Sempre nel 2022 vince la sezione Pittura della XIV edizione del Premio Nocivelli. Attualmente frequenta il biennio di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’Atelier F del prof. Carlo di Raco. Nel 2023 vince il Martini International Award al Premio Artivisive San Fedele. Partecipa a varie mostre collettive, risulta tra i finalisti del Combat Prize 14 edizione ed è fra i 100 artisti della 4 edizione di Rea Art Fair. Viene inserito nel libro “222 Artisti su cui investire” edito ExibArt. Sempre nel 2023 è atelierista presso l’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia.