#DEVOTIO2028   IT | EN
Stampa

News

25-06-2025

75esima SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE dal 25 al 28 agosto a Napoli


75 settimana liturgica nazionale Napoli

Sarà la Chiesa di Napoli a ospitare, nell’Anno Giubilare 2025, la 75esima Settimana Liturgica Nazionale. Lo ha annunciato monsignor Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro e presidente del Centro di Azione Liturgica (Cal), al termine dei lavori che si sono svolti nei giorni scorsi a Modena.
A dare l’invito per Napoli a tutti i settimanalisti e agli operatori della pastorale liturgica che sono in Italia è stato monsignor Gaetano Castello, vescovo ausiliare, il quale, a nome dell’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, ha affermato che la celebrazione della Settimana Liturgica del Cal nell'Arcidiocesi partenopea, dal 25 al 28 agosto 2025, "potrà portare solo del bene per una ulteriore crescita pastorale e spirituale".

“Tu sei la nostra speranza” Liturgia: dalla contemplazione all’azione

Il tema della Settimana Liturgica Nazionale del 2025 si compone di un’invocazione liturgica e spirituale (cf. l’inno Te Deum e le Lodi di Dio altissimo di san Francesco d’Assisi), collegata all’Anno Giubilare, e di un’affermazione che entra direttamente nell’argomento che si vuole trattare: Liturgia e vita (Lex orandi – Lex vivendi), così caro alla Chiesa delle origini come a quella del Vaticano II.

Ci chiediamo: la Liturgia che oggi viviamo nella Chiesa è in grado di essere il luogo in cui i fedeli possono essere soggetti della fede cristiana, capaci di accogliere una speranza da offrire e proporre al mondo? Oggi la Liturgia rischia di essere un momento in cui gli uomini non vivono la loro esistenza nell’oggi di Dio, in cui non trova accoglienza l’uomo reale, concreto e quotidiano; spazio in cui si consuma un “sacro” che nulla ha a che fare con Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente.

Spesso si ha pure l’impressione che la Liturgia sia percepita più come un problema da risolvere che come una risorsa alla quale attingere. Tuttavia il futuro del cristianesimo dipende in larga misura dalla capacità che la Chiesa avrà di fare della sua Liturgia la fonte della vita spirituale e attiva dei credenti: la vera contemplazione, che ci fa contempl-attivi, come amava dire don Tonino Bello, cioè uomini e donne che partono dalla contemplazione e poi lasciano sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione. D’altra parte, già la costituzione liturgica del Concilio ci ricorda che la Chiesa «ha la caratteristica di essere nello stesso tempo fervente nell’azione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina» (SC 2).

L’invito, allora, è a vivere una Liturgia ricca di pathos per l’umanità, pronti a prendere il largo, a lasciarci sommergere, come dice papa Francesco, dall’«oceano di grazia che inonda ogni celebrazione» (DD 24) e a far sì che quell’oceano, attraverso la nostra testimonianza, rifluisca nella vita di tutti i giorni, dando forma eucaristica alle nostre città e alla società nel suo complesso.

+INFO
Sito internet
Programma
Iscrizione